Fattura elettronica: contribuenti IVA, il 18 febbraio termina la moratoria
Primo test di solidità per il sistema, previsto invio massivo di fatture

  • 14 febbraio 2019

Si avvicina la prima importante scadenza per la fatturazione elettronica: il 18 febbraio (sarebbe stato il 16, ma cade di sabato), infatti, termina il periodo di moratoria sulle sanzioni per la tardiva trasmissione delle fatture elettroniche. Una data che per commercianti, artigiani, agenti e rappresentanti di commercio, lavoratori autonomi, professionisti titolari di partita Iva iscritti o non iscritti in albi professionali e società, prevede la liquidazione mensile dell'Iva. Per gli esercenti di impianti di distribuzione di carburante per uso di autotrazione e autotrasportatori di cose per conto terzi è tempo di liquidazione Iva per il quarto trimestre 2018.

Primo vero test, insomma, sia sulla capacità degli operatori di passare dal cartaceo al telematico, sia per comprendere la solidità del sistema, infatti il Fisco prevede che si assisterà ad un invio massivo di fatture.

Qualcosa in più da sapere sulla fattura elettronica: salvo gli esentati, tra cui operatori sanitari, i piccoli produttori agricoli e chi è in un regime Iva speciale tutti devono provvedere a emettere fatture in formato elettronico.

Le sanzioni: chi non lo fa va incontro ad ammende. Nel caso in cui vengano commessi errori formali saranno sospese fino al 30 giugno o fino al 30 settembre a seconda se la liquidazione Iva è trimestrale o mensile.

Emissione: L'obbligo di fattura elettronica tra privati, introdotto dalla Legge di Bilancio 2018, vale sia nel caso in cui la cessione del bene o la prestazione di servizio sia effettuata tra due operatori Iva (operazioni Business to Business), sia nel caso in cui sia effettuata da un operatore Iva verso un consumatore finale (Business to Consumer). Sono tenuti a emetterla imprese e titolari di partita Iva sia nei confronti della Pubblica amministrazione che dei privati.

Come si redige la fattura elettronica: va redatta avvalendosi di un Pc, di un tablet o di uno smartphone e di un software per la compilazione del file nel formato XML, come previsto dall'Agenzia delle Entrate. Le fatture elettroniche vanno sempre inviate ai propri clienti attraverso il SdI (Sistema di Interscambio), altrimenti sono considerate non emesse. ll SdI è una sorta di "postino" che verifica se la fattura contiene i dati obbligatori ai fini fiscali, nonché l'indirizzo telematico al quale il cliente desidera che venga recapitata la fattura e controlla che la partita Iva del fornitore e la partita Iva o il codice fiscale del cliente siano esistenti. Una volta che il file della fattura elettronica è stato trasmesso il Sistema esegue i controlli e, se tali controlli sono superati, trasmette il file all'indirizzo telematico presente nella fattura. I tempi in cui il Sistema effettua le operazioni di controllo e consegna della fattura possono variare da pochi minuti a un massimo di 5 giorni.

E-fattura non corretta: se uno o più controlli non vanno a buon fine, il SdI "scarta" la fattura elettronica e invia al soggetto che ha trasmesso il file una ricevuta all'interno della quale sarà anche indicato il codice e una sintetica descrizione del motivo dello scarto. La ricevuta di scarto viene trasmessa dal SdI alla Pec o al canale telematico da cui ha ricevuto la fattura elettronica.

Gli errori più comuni, come porvi rimedio: risulta fondamentale comprendere il funzionamento del software e il formato XML, l'unico, per ora, previsto dall'Agenzia delle Entrate per la trasmissione delle fatture. Le specifiche tecniche di questo formato sono disponibili sul sito del Fisco, sia per le fatture ordinarie, che per le semplificate ed anche per quelle destinate alla Pubblica amministrazione. Comprenderne bene il funzionamento può aiutare a evitare lo scarto del file. Scarto che può avvenire per assenza di dati obbligatori, incongruenze tra i dati indicati, duplicazioni del documento, errori nella data o compilazione del codice destinatario in lettere minuscole. Consigliamo di porre attenzione anche ai caratteri speciali come &, $, €, % e i trattini - _ che non sono riconosciuti dal sistema. Necessario, inoltre, controllare la Pec o il codice destinatario del cliente, attendere la notifica di esito da parte dello Sdi prima di registrare nel proprio sistema contabile una fattura emessa e controllare il corretto caricamento della stessa.

Gli appuntamenti con il Fisco: oltre al 18 febbraio il calendario delle scadenze Iva è molto denso, almeno fino al 30 aprile. A ricordarlo è lo scadenzario di FiscoOggi, il giornale on line delle Entrate: il 25 febbraio sarà giorno di presentazione in via telematica, per gli operatori intracomunitari, degli elenchi riepilogativi (Intrastat) delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi rese nel mese di gennaio, nei confronti di soggetti UE; il 28 febbraio i soggetti passivi Iva devono inviare, esclusivamente in via telematica, direttamente o tramite intermediario abilitato, la comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche Iva effettuate nel quarto trimestre del 2018, utilizzando il modello "Comunicazione liquidazioni periodiche Iva". A marzo, il 18, è tempo di versamento del saldo Iva 2018 e di liquidazione mensile e versamento dell'importo di febbraio, mentre il 25 torna la presentazione dei modelli Intrastat, sempre per il mese di febbraio. Il 16 aprile va effettuato il versamento Iva di marzo e la liquidazione mensile, il 26 aprile vanno presentati gli elenchi Intrastat per marzo o per il primo trimestre dell'anno, infine il 30 aprile si deve provvedere alla presentazione della dichiarazione Iva annuale 2019, relativa al 2018.

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